
Come costruire un'azienda che funziona senza di te
Prova a immaginare due settimane fuori dall'azienda, senza controllare le mail nemmeno una volta.
Quanto dura, prima che qualcosa si blocchi?
Costruire un'azienda che funziona senza di te non è una questione di lavorare meno.
È aver messo in piedi qualcosa che regge anche quando tu non ci sei .
È aver messo in piedi un'azienda più solida.
Succede quando diverse aree si tengono a vicenda: organigramma, delega, tempo, selezione, numeri, leadership.
Se una manca, le altre reggono peggio.
In questo articolo le mettiamo una accanto all'altra, per vedere come si tengono insieme.
Chi decide cosa
In quante aziende, quando qualcosa va storto, la prima domanda è "ma chi doveva occuparsene?" - e la risposta cambia a seconda di chi la dà?
Se succede anche nella tua, il problema è nella struttura, non nelle persone: nessuno ha mai definito fino in fondo un organigramma aziendale chiaro, chi risponde di cosa e con quale autorità di deciderlo.
Sembra un dettaglio burocratico, ma è la base che rende possibile tutto il resto di questo articolo.
Senza sapere chi è responsabile di cosa, ogni tentativo di delegare resta vago, e proteggere il tempo diventa impossibile .
Di fatto, continui a essere interpellato per decisioni che non dovrebbero arrivare a te - e selezionare nuove persone diventa più difficile, perché non sai per quale ruolo le stai cercando.
Nell'articolo trovi un esempio concreto con ruoli reali di una piccola azienda, e il metodo per assegnare una responsabilità perché venga presa sul serio - non solo scritta su un foglio.

Leggi l'articolo su organigramma e responsabilità →
Cosa fai tu e cosa fai fare
Il lunedì mattina, in ufficio, torna sul tuo tavolo lo stesso problema che pensavi di aver chiuso venerdì.
Il colpevole raramente è la mancanza di tempo.
Il vero motivo è che il passaggio - dalle tue mani a quelle di qualcun altro - non è mai arrivato fino in fondo.
E il punto di partenza, come hai visto nella sezione precedente, è avere già chiaro chi dovrebbe occuparsene: senza un organigramma definito, non sai nemmeno a chi affidarlo.
Delegare bene non significa scaricare su qualcun altro quello che non vuoi fare tu.
Significa trasferire un risultato preciso, con gli strumenti giusti e i controlli concordati in anticipo - quello che nel metodo OSM chiamiamo Prodotto Finale di Valore.
Fatto male, il micromanagement torna sempre: riprendi in mano il compito al primo intoppo, e la persona smette di provarci.
Fatto bene, libera il tempo di cui parliamo nella prossima sezione, ma solo se resisti alla tentazione di riprenderti tutto.
Nell'articolo trovi il metodo in 8 passi.
Leggi l'articolo sul metodo di delega in 8 passi →
Dove va il tuo tempo
A fine settimana lavori tantissimo, eppure non ricordi di aver chiuso niente di importante.
Il motivo raramente sono le troppe ore: sono le ore spezzate da urgenze che arrivano da tutte le direzioni, mentre quello che farebbe crescere l'azienda resta sempre rimandato a "quando avrò un attimo".
Quell'attimo arriva solo se, come nella sezione precedente, hai già qualcuno a cui hai delegato per davvero, non solo sulla carta.
Gestire il tempo significa decidere, prima che la giornata lo faccia al posto tuo, dove va la tua attenzione - non scaricare app o compilare liste più belle - e difendere quello spazio dalle urgenze di tutti gli altri.
È anche la stessa disciplina che serve per i numeri : pochi indicatori, sempre gli stessi, controllati con costanza, non improvvisati quando capita.
Nell'articolo trovi il metodo in sei aree, con un esempio pratico per ciascuna e una checklist per iniziare già questa settimana.

Leggi l'articolo sulla gestione del tempo →
Chi porti in squadra
Un annuncio pubblicato in fretta.
I primi curriculum guardati per primi.
La scelta tra chi si è fatto avanti prima, non tra chi sarebbe stato più adatto.
È così che nella maggior parte delle PMI parte una selezione del personale: solo quando manca già qualcuno, sotto pressione.
Tutte le aree di cui hai letto finora - organigramma, delega, tempo - valgono solo se, in azienda, ci sono le persone giuste a cui affidarle.
Il curriculum racconta le competenze, che si insegnano in poche settimane.
Le attitudini restano quasi le stesse per anni: è lì che si vede se una persona diventerà autonoma o resterà sempre da controllare - il tipo di responsabile di cui parliamo nell'ultima sezione, il terminale stabile.
Nel metodo OSM le attitudini si misurano con I-PROFILE, non a sensazione.
Nell'articolo trovi le 3 fasi del processo - Quantità, Qualità, Attitudini - e i 5 tratti di un vero talento da riconoscere già in un colloquio.

Leggi l'articolo sulla selezione del personale →
Se stai davvero guadagnando
Il fatturato di quest'anno è cresciuto, eppure in cassa, a fine mese, i soldi sembrano sempre gli stessi.
Ti suona familiare?
Il problema raramente sta in quanto vendi, ma nel numero che stai guardando per giudicarlo.
Il margine di contribuzione - quello che resta dopo i costi diretti di ogni prodotto o servizio - conta molto più del fatturato, ed è anche il numero che dovrebbe guidare le decisioni sulle altre aree di questo articolo: quanto puoi permetterti di investire in una nuova assunzione, o in un ruolo che vuoi creare delegando.
Le aziende che tengono sotto controllo pochi numeri, sempre gli stessi, con una disciplina settimanale - non una volta l'anno quando arriva il commercialista - prendono decisioni migliori su tutto.
Su chi assumere, cosa delegare, dove investire il tempo protetto di cui parliamo prima.
Nell'articolo trovi come calcolare il punto di pareggio della tua azienda, con un esempio numerico, e i 4 numeri da controllare ogni settimana.

Leggi l'articolo sul margine di contribuzione →
Chi guida i tuoi responsabili
Man mano che deleghi, la tua azienda smette di avere un solo centro - te - e comincia ad averne diversi: i responsabili a cui hai affidato un pezzo di struttura.
Ognuno di loro è quello che in OSM chiamiamo un terminale: un punto dove le informazioni passano da una persona all'altra.
Alcuni fanno muovere la loro area anche senza essere controllati ogni giorno.
Altri, senza accorgersene, diventano il punto dove tutto si ferma ad aspettare - un collo di bottiglia con un titolo sulla porta.
La differenza tra i due dipende da tutto quello che hai letto finora, non dal talento: un organigramma che chiarisce cosa è davvero suo, una delega vera invece che formale, il tempo per pensare e non solo per reagire, e - prima ancora - la scelta della persona giusta per quel ruolo.
Nell'articolo trovi i quattro segnali per riconoscere un terminale instabile, e un test guidato in 5 domande per capire da che parte stai tu, non solo i tuoi responsabili.
Leggi l'articolo su terminale stabile o collo di bottiglia →
C'è un'ultima area che merita solo un accenno qui, perché meriterebbe un articolo a sé - e infatti ce l'ha: anche il modo in cui la tua azienda vende non dovrebbe dipendere solo da te o dal tuo venditore migliore, ma da un processo di vendita replicabile che chiunque in azienda può seguire.
Se oggi le vendite dipendono troppo da una o due persone, vale la pena approfondire.
Leggi l'articolo su perché le vendite non crescono →
Da dove parti
Nessuna di queste aree funziona isolata dalle altre.
Puoi avere l'organigramma più chiaro del mondo, ma se non proteggi il tempo per farlo rispettare, resta un documento.
Puoi selezionare le persone giuste, ma se non sai come delegare efficacemente , il talento resta inespresso.
Conviene iniziare da una sola area, quella che oggi ti costa di più - probabilmente la conosci già - non da tutte insieme.
Se vuoi confrontarti su quale area partire per prima nella tua azienda, prenota una consulenza gratuita: ne parliamo insieme.
